Simbolo Google Home collegato a una presa intelligente e a un altoparlante
Hardware / La storia

Google Home aggiorna energia, stanze e dispositivi: conta farli rispondere bene

Le letture energetiche Matter e le correzioni vocali seguono percorsi distinti fra app, accesso anticipato e firmware.

GeekRadarPubblicato 3 min di lettura

L’aggiornamento del 29 ottobre di Google Home rende più utili i dati energetici dei dispositivi Matter compatibili e corregge diversi comportamenti che possono rendere imprevedibile una casa connessa. Bisogna però distinguere aggiornamenti dell’app, assistente vocale in accesso anticipato e firmware: non esiste un unico interruttore che abilita ogni novità in tutte le abitazioni.

Le note ufficiali indicano che l’app Android può mostrare potenza istantanea ed energia consumata per prese e misuratori Matter supportati. Riconosce inoltre tipi diversi di chiusure, come porte del garage, finestre e tapparelle, invece di trattarli tutti come un cancello generico.

Potenza ed energia rispondono a domande diverse

Le nuove letture descrivono due grandezze. La potenza rappresenta il ritmo con cui si consuma in un determinato istante; l’energia indica quanto si è accumulato nel tempo. Google cita i milliwatt per il dato istantaneo e i kilowattora per quello complessivo.

La distinzione chiarisce perché un valore basso in questo momento non dimostri un consumo complessivo ridotto. Un apparecchio poco esigente, ma acceso per molte ore, può consumare più energia di uno più potente utilizzato brevemente. Mostrare entrambi i dati rende una presa intelligente più adatta a capire un’abitudine, anziché limitarsi a confermare che un dispositivo è acceso.

L’hardware deve però misurare davvero quelle grandezze. La compatibilità Matter non dimostra da sola che ogni presa abbia un misuratore o esponga all’app tutti i dati necessari. Le note limitano espressamente la funzione ai dispositivi supportati.

Per porte e tapparelle il miglioramento è meno numerico, ma altrettanto concreto. Icone e comandi corretti permettono di distinguere le funzioni. Presentare armadietto, finestra e garage come lo stesso oggetto generico costringe l’utente a ricostruire un contesto che il software dovrebbe già conoscere.

Il comando vocale deve raggiungere la stanza giusta

La sezione Gemini for Home in accesso anticipato interviene sul trasferimento dell’audio fra stanze, sulla distinzione fra timer di spegnimento della musica e timer normali e sulle risposte non richieste di mancata comprensione. Corregge inoltre il caso in cui una richiesta di volume destinata a un’altra stanza modificava lo speaker che aveva ascoltato il comando, se quello richiesto non veniva trovato.

È un buon esempio del problema di fiducia nell’automazione domestica. Non trovare un altoparlante è comprensibile; modificare senza chiarezza un altro dispositivo è più difficile da interpretare. La prevedibilità dipende dal collegamento fra azione e destinatario, oltre al riconoscimento di una frase sul volume.

Queste modifiche riguardano l’assistente in accesso anticipato. Non dimostrano che tutte le funzioni di Gemini for Home siano abilitate in italiano o su ogni account italiano. Anche la panoramica indipendente dell’aggiornamento riunisce più parti dell’ecosistema: disponibilità dell’app e disponibilità dell’assistente non vanno confuse.

Le riparazioni meno visibili dei dispositivi esistenti

Per diverse videocamere Nest di prima generazione trasferite nell’app Home arrivano correzioni alla riconnessione. Le note affrontano anche un errore della cronologia eventi su iOS e un caso in cui lo streaming a schermo intero restava in caricamento aprendo o chiudendo un telefono pieghevole.

Sono interventi importanti perché una videocamera serve se permette di raggiungere l’immagine quando occorre. Una promessa migliore sul riconoscimento degli oggetti aiuta poco se una breve interruzione della rete lascia il dispositivo bloccato.

L’aggiornamento offre quindi nuovi dati dai prodotti compatibili e meno sorprese da quelli già presenti in casa. Nella nostra copertura della casa connessa, la seconda parte merita attenzione quanto una funzione inedita. Modificare sempre il volume dello speaker giusto risolve un problema reale, anche quando il risultato migliore è non accorgersi più del software.