ARC Raiders non ha ancora deciso quale forma dare al PvE permanente
Embark valuta come preservare l’identità dell’estrazione dopo la prova PvE. Trenta milioni di partite non equivalgono a trenta milioni di giocatori.
Il test PvE di ARC Raiders si è concluso senza una decisione definitiva sulla permanenza della modalità. Embark sta studiando opinioni e dati delle partite; una nuova intervista chiarisce perché la scelta vada oltre lasciare acceso un interruttore nel matchmaking. Un’attività rilassante, una sfida impegnativa contro l’intelligenza artificiale e un’esperienza PvE completa richiederebbero aggiornamenti diversi.
Nell’intervista di MP1st, il produttore esecutivo Aleksander Grøndal presenta queste possibilità come domande ancora aperte. Il resoconto ufficiale del test parla di oltre 30 milioni di partite PvE e di nuove informazioni attese a novembre. Le partite non equivalgono a giocatori unici, e novembre non è una data d’uscita promessa.
Senza avversari umani cambia il valore del ritorno
Nei giochi a estrazione il viaggio di ritorno dà valore al bottino. Un oggetto utile conta anche perché un altro giocatore potrebbe impedirgli di uscire dalla mappa. Eliminare questa minaccia rende l’esplorazione più accessibile, ma modifica il rapporto fra tempo investito, rischio e ricompense.
Non significa che il PvE debba essere facile. Nemici, risorse limitate, obiettivi e condizioni di estrazione possono creare difficoltà senza avversari umani. Una modalità permanente deve però spiegare che cosa rende appagante una spedizione riuscita. Il test mostra se l’esperienza attira persone; da solo non stabilisce come alimentarla per un altro anno.
Embark deve inoltre considerare chi rimane nelle partite PvPvE. Lo spostamento di una parte del pubblico può cambiare il tipo di incontri nelle altre code. È un problema progettuale, non la prova che un gruppo di giocatori abbia più diritto dell’altro a divertirsi.
Tanti dati non danno una risposta automatica
Trenta milioni di partite sono un campione consistente di attività, ma servono dettagli sui comportamenti: ritorni dei giocatori, progressione, completamenti e cambiamenti nelle altre code. Embark non ha pubblicato un’analisi sufficiente a ricavare una decisione dal solo totale.
L’aggiornamento atteso a novembre andrà quindi letto cercando lo scopo assegnato al PvE, oltre alla semplice riattivazione. Per chi è tornato perché poteva esplorare senza essere inseguito da altri giocatori, una modalità permanente sarebbe importante. Capire quali contenuti e quale continuità comprende lo sarebbe ancora di più.