Simbolo Microsoft Edge con un percorso diretto e uno indiretto
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Edge si apre più rapidamente saltando un processo: quali avvii cambiano

Il vantaggio tipico del 15% dichiarato da Microsoft riguarda un browser già attivo, con aggiornamento Windows e percorsi supportati.

GeekRadarData della notizia Pubblicato 3 min di lettura

Microsoft sostiene che Edge risponda più rapidamente quando Windows invia una nuova richiesta di apertura a un browser già in esecuzione. L’azienda indica un miglioramento tipico del 15% e fino al 33% con multitasking intenso. I numeri riguardano uno specifico percorso di avvio: non la velocità delle pagine web o la partenza da un browser completamente chiuso.

L’annuncio del 29 ottobre chiama il meccanismo Accelerated App Launch. Il contributo meno evidente consiste nell’eliminare un passaggio di ricerca fra un clic familiare e il processo che deve gestirlo.

Il browser potrebbe essere già presente

Una finestra Edge aperta è il caso più evidente. Anche l’esecuzione in background, compreso Startup Boost, può creare la stessa condizione senza una finestra visibile. In precedenza Windows poteva avviare un processo intermedio per trovare l’istanza esistente e inoltrarle la richiesta.

Il nuovo percorso permette a Edge di registrarsi presso Windows quando parte il processo. Un successivo avvio supportato viene quindi indirizzato all’istanza registrata. Il sistema operativo non deve ripetere la stessa ricerca attraverso un intermediario per individuare un browser che si è già dichiarato.

Questo spiega perché il vantaggio possa essere maggiore durante il multitasking intenso. Avviare e coordinare un altro processo aggiunge lavoro a una macchina già occupata. Eliminarlo può accorciare l’attesa senza rendere improvvisamente più veloce il motore che esegue la pagina.

I punti di ingresso supportati comprendono menu Start, barra delle applicazioni e collegamenti idonei che si aprono in Edge come browser predefinito. L’apertura dei PDF viene descritta come lavoro ulteriore: non va inserita fra le capacità già promesse da questo annuncio.

Serve anche la parte di Windows

Microsoft indica Edge 150 o successivo e gli aggiornamenti non di sicurezza di ottobre 2026 supportati su Windows 11 25H2, 26H1 e 26H2. Aggiornare soltanto il browser non dimostra che sia presente anche il componente del sistema operativo.

Le note dell’aggiornamento di Windows 11 26H1 descrivono a loro volta la funzione e il requisito del processo già attivo. Il pacchetto pertinente dipende dalla versione di Windows: un singolo identificativo KB non va trattato come universale per tutte le varianti.

La lettura pratica della promessa è semplice. Un clic sulla barra delle applicazioni mentre Edge è già attivo rientra nel tipo di azione interessato. Il primo avvio quando il processo non esiste, oppure l’attesa di un sito remoto lento, misura un’altra parte dell’esperienza.

Una promessa circoscritta può essere utile

Le percentuali derivano dalle misurazioni di Microsoft, non da prove indipendenti di GeekRadar. Non permettono di classificare Edge rispetto a un browser concorrente: il confronto riguarda il precedente percorso di apertura dello stesso Edge, nella condizione specificata.

Microsoft dice inoltre di contribuire il lavoro a Chromium, così che altri browser possano beneficiarne in futuro. È una direzione di sviluppo, non la conferma che tutti i browser basati su Chromium abbiano già attivato la stessa soluzione.

La modifica merita attenzione per ciò che fa davvero. Una parte della velocità percepita di un computer sta nell’intervallo fra un’azione e la prima risposta visibile. Ridurre il lavoro in quell’intervallo non accelera Internet; può rendere un PC occupato più pronto a eseguire ciò che gli è stato appena chiesto.