Logo Steam e pinguino Tux di Linux con le etichette 64 e 32.
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Steam per Linux passa a 64 bit nella beta: le librerie a 32 bit restano

Il contenitore Valve punta a rendere il client più coerente tra distribuzioni. Non ricompila i giochi della libreria.

GeekRadarData della notizia Pubblicato 3 min di lettura

Il client beta di Steam per Linux è passato a 64 bit, ma non è un invito a rimuovere il supporto a 32 bit dal sistema. L’aggiornamento Valve del 15 ottobre inserisce inoltre il client in un contenitore Steam Runtime. Cambia l’ambiente in cui opera l’applicazione: i giochi nella libreria non vengono ricompilati e le loro dipendenze non scompaiono.

È una distinzione facile da perdere dentro una modernizzazione comunque utile. Un computer può eseguire un sistema operativo e un client a 64 bit, continuando ad aver bisogno di librerie a 32 bit per altre parti del software. I requisiti della beta pubblicati da Valve richiedono esplicitamente entrambe le architetture per librerie e driver grafici necessari sui sistemi x86-64. Un’installazione esclusivamente a 64 bit non è supportata.

Il contenitore affronta un altro problema

Le distribuzioni Linux non forniscono tutte le stesse versioni delle librerie nello stesso momento. Un’applicazione che dipende dall’ambiente circostante può quindi incontrare combinazioni differenti su due PC altrimenti adeguati. Un ambiente più prevedibile riduce questa variabilità.

La documentazione Steam Runtime descrive l’approccio a contenitori già impiegato per i giochi. Nell’annuncio del client del 15 ottobre, Valve indica proprio la coerenza tra distribuzioni come motivo per estenderlo al client. È un obiettivo di compatibilità, non un incremento annunciato dei fotogrammi al secondo.

Si può immaginare il cambiamento come un riordino dell’ambiente dell’applicazione. Scaffali standardizzati aiutano a trovare gli strumenti previsti, ma non cambiano ciò per cui è stato costruito ogni altro programma. Neppure rendono irrilevante il sistema ospitante: il client continua ad aver bisogno delle funzioni grafiche e desktop del computer.

Le novità sui set di obiettivi nella stessa beta sono molto più visibili nell’interfaccia. Il lavoro sul runtime si nota meno, ma può contare quando un aggiornamento della distribuzione e un’applicazione non concordano sulle dipendenze condivise.

Evitare che la pulizia rompa la libreria

La scorciatoia pericolosa sarebbe leggere «Steam a 64 bit» come prova che ogni pacchetto con i386 o lib32 nel nome sia ormai superfluo. I requisiti dicono il contrario. Rimuovere componenti soltanto perché sembrano vecchi può provocare un guasto lontano dal cambiamento iniziale: il client si apre, ma un gioco o un percorso grafico specifico non funziona più.

La beta richiede anche altro oltre all’architettura del processore: tra i requisiti figurano kernel Linux 5.6 o successivo e glibc 2.31 o successiva. Il contenitore deve poter creare i namespace Linux pertinenti. Una configurazione desktop personalizzata o molto restrittiva è quindi diversa da un’installazione convenzionale, anche se entrambe hanno una CPU recente.

Non serve allentare preventivamente le protezioni del sistema. Se la beta non funziona, conviene confrontare l’installazione con i requisiti Valve e i pacchetti supportati dalla distribuzione. Una modifica dovrebbe risolvere un’incompatibilità identificata, non ripetere un comando trovato in una segnalazione estranea soltanto perché anche quel computer usa Linux.

Partecipare alla beta resta una scelta

Qui si parla dell’annuncio beta e dei suoi requisiti documentati. Non significa che ogni installazione stabile di Steam sia già migrata. Chi vuole soprattutto giocare può restare sul canale supportato che funziona; chi prova la beta dovrebbe annotare chiaramente la versione e le circostanze degli eventuali problemi.

La distinzione vale anche in Italia: non ci sono requisiti hardware nazionali separati. Contano l’ambiente Linux e il software effettivamente utilizzato. Il risultato utile è un client meno dipendente dalle differenze accidentali tra distribuzioni. Per beneficiarne non occorre cancellare dal computer tutto ciò che appartiene al passato.